Le ville
Da sempre
Albinea è stato luogo in cui la nobiltà reggiana
soleva crearsi prestigiose abitazioni estive immerse nel verde delle
splendide
colline alle spalle della città. In modo particolare nel
settecento, quando i
marchesi Frosini,
vicinissimi della
corte ducale, scelsero di risiedere nel ristrutturato castello di
Albinea. Le
ville sono residenze private e quindi visitabili solo con
l’assenso dei
proprietari.
Villa Arnò

L’edificio di ispirazione
palladiana è opera dei primi dell’ottocento su disegno dell’architetto
Domenico Marchelli. Dietro al villa, immersa in un ampio parco, sorge
una costruzione neogotica: trattasi di una abitazione con stalla e fienile
probabilmente settecentesca, con torre e merlature di sapore medioevale.
Ogni anno, in estate, è sede del prestigioso Albinea Festival Jazz
che vede la presenza di importanti artisti da tutto il mondo.
Villa Taccoli

(ora Villa Giorgia) appartenuta all’antichissima famiglia
raggiana Taccoli, la costruzione è uno splendido esempio di villa settecentesca
inserita in esteso e secolare parco ai piedi del colle di Montericco. Vi si
trova anche un oratorio dedicato a S. Rocco. La sua splendida cornice e la
bella veduta sulla pianura viene affittata per ricevimenti e manifestazioni di
ogni genere.
Il Cavazzone

Posto ai limiti del
confine sud del territorio di Albinea, il
Cavazzone è luogo che anche il più frettoloso turista non
può perdere. L’ottocentesca fattoria, la
villa, il belvedere con vista
sui colli albinetani e dell’immensa pianura padana, sono quanto
di meglio di
quel romanticismo tutto emiliano che ci riporta ai tempi di Verdi. Qui
il
tramonto esalta il paesaggio che è stato definito uno dei
più belli d’Italia.
Villa Crocioni

Posta lungo la salita che porta al colle di Poiano, fu
l’ultima residenza del letterato Giovanni Crocioni (1870-1954). La suggestiva
costruzione, immersa in un ampio parco, è realizzata in stile gotico del
nord-Europa.
Villa Sidoli-Rossi

Una delle ville che meglio interpreta il romanticismo ottocentesco con un giardino all’italiana e uno all’inglese arricchito di piante pregiate tra cui sequoia californiane di notevole altezza. Le sue origini potrebbero risalire al XVII secolo. Acquistata e trasformata dai Sidoli, la villa è appartenuta a Giuditta Sidoli Bellerio, eroina risorgimentale reggiana, amante del Mazzini. Si dice che lo stesso patriota frequentasse villa Sidoli al tempo della “Giovane Italia”.
Nel 1945 fu teatro di un importante episodio bellico. Sede
con la vicina Villa Calvi della V sezione del Comando Tedesco in Italia, nella
notte tra il 26 e 27 marzo 1945 venne assaltata da paracadutisti inglesi e
russi affiancati da gruppi di partigiani. Fu l’ultimo combattimento in cui
suonarono le cornamuse inglesi. Ogni anno, nella ricorrenza, viene commemorato
l’ardimentoso fatto d’armi con l’intervento di importanti personalità.
Villa Tarabini

(Villa Viganò) nel 1616, tutto il poggio denominato il
Colombarone, per la presenza di una casa a torre oggi infelicemente
ristrutturata, era di proprietà dei Padri Gesuiti di Reggio Emilia. Attualmente
è di proprietà del Comune di Albinea. La
villa che nei corsi dei secoli ha subito profonde ristrutturazioni, è
circondata da un bellissimo parco con annesso un oratorio in stile neogotico
che assunse le attuali caratteristiche nel 1840 quando i proprietari erano i
Conti Tarabini. Il parco, aperto al pubblico, offre romantiche passeggiate con
vista delle pievi e dei castelli circostanti.