Storia del comune di Albinea

Il Comune di Albinea ha origini antichissime, già nel “Liber Focorum” del 1315 compare come “Commune de Albineto, Seu de Albinea”, ovvero prima aggregazione comunitaria con censimento dei “Fuochi” intesi come l’insieme di un gruppo di persone (per lo più parenti, formato da dieci o quindici unità) attorno allo stesso focolare. Molte località di questo primo censimento sono tuttora esistenti come Poiano, Pareto, Corticella, Costa, Valle, Mattaiano, Figno e Borzano. La maggior parte degli abitanti di queste zone sono contadini che devono lavorare e sottostare agli Statuti feudali che regolano ogni momento della loro vita, al servizio dei signori del tempo, padroni di tutto il territorio. Questi feudatari investiti dagli Estensi governano per secoli nei loro Castelli come i Manfredi (1335-1738) poi i Frosini fino al 1796 anno in cui la Rivoluzione Francese incamera tutti i beni della Camera Ducale di Modena. In questi anni si alternano brevi Repubbliche che interessano l’area del Crostolo nelle quali Albinea è assogettata a diversi Compartimenti ( Cisalpina  1797, Comune di Reggio 1805, Vezzano 1808, Dipartimento del Crostolo 1811). Dopo la parentesi napoleonica (1815) gli Estensi tornano al potere e riorganizzano la vita comunitaria. Il nostro territotio è diviso in tre piccole Ville ( Borzano, Montericco e Albinea) affidate al Comune di Scandiano fino all’Unità d’Italia del 1860. Col decreto Farini il Comune di Albinea si rende Indipendente  e vede il suo primo Sindaco nella persona del possidente e pittore Cosmo Cosmi. La prima Amministrazione Comunale, oltre al Sindaco Cosmi è composta dagli assessori Agostino Sforza, G. Battista Spadoni, Giovanni Bottazzi e Paolo Ottavi che si ripeteranno spesso nelle future cariche. Molti amministratori di questo periodo fanno parte della borghesia reggiana che già allora aveva scelto il nostro comune come seconda residenza costruendo le circa settanta ville ottocentesche sulle nostre colline. Essi erano infatti eletti anche perchè erano gli unici che sapevano leggere e scrivere. Nel 1877, su una popolazione di 3095 abitanti gli elettori effettivi sono 34, mentre nel 1891 votano 106 elettori su 199 aventi diritto. Questo aumento è dovuto alla nuova legge elettorale che ammette al voto tutti i maschi che “avendo compiuto il 21 anno sappiano leggere e scrivere o aver almeno frequentato la seconda elementare”. L’estensione del voto a molti contadini e la nascita del Socialismo (1892) mette in difficoltà la nobiltà albinetana che vede compromessa la propria stabilità. Il nuovo secolo si apre con una giunta cattolico-moderata dell’Ing. Gaetano Rossi e con il mortale attentato al Re Umberto I° ucciso a Monza. Nel Santuario di Montericco appena inaugurato, e dedicato alla Madonna di Lourdes, lo stesso Sindaco celebra le onoranze funebri concedendo contemporaneamente un contributo ai poveri bisognosi. Nei primi anni del ‘900 la borghesia continua a dominare le cariche comunali e, nonostante la nascita a Broletto di un Circolo Giovanile Socialista, si dovrà aspettare fino al 1920 per la conquista del Comune nella persona del Sindaco socialista Prof. Rainero Guidetti. La sua attività amministrativa però dura ben poco a causa dei fermenti del nuovo Partito Fascista che è alle porte. Il passaggio del potere ad Albinea è indolore e i documenti della Giunta di quel periodo sono assai scarsi. Il 6 agosto del 1922 i verbali del Consiglio registrano l’incarico al Commissario Prefettizio Cav. Benedetto Fossa che due giorni dopo lo passa al Rag. Luigi Sidoli. Il 22 maggio del 1923 cessa la gestione commissariale e i poteri passano all’Avv. Alberto Maramotti, primo sindaco fascista che dura in carica due anni. Lo stesso sindaco l’anno seguente comunica al Prefetto di Reggio che “ La Giunta municipale di Albinea ha conferito la cittadinanza onoraria a S.E. Benito Mussolini in segno di profonda devozione e di sincera gratitudine al sommo genio suscitatore delle assopite energie nazionali”.  A seguire si registra una alternanza di commissari prefettizi e di Podestà, non molto documentata nei verbali dell’Archivio comunale, rispecchiando probabilmente i contrasti interni del Partito in un ventennio molto travagliato per il paese. Nessuna traccia nei verbali della caduta del Fascismo ( 25 luglio 1943 ) ne del suo risorgere con la Repubblica di Salò. In questi anni scompare la figura del Podestà e tornano di nuovo i Commissari anche se il potere temporaneo del paese è esercitato dall’ “Ortskommandantur” tedesco che aveva occupato Albinea stabilendo a Villa Rossi il Quartier Generale del V° Corpo dell’Armata Tedesca in Italia. In questi momenti di incertezze e di paure l’ultima seduta comunale del 20 aprile 1945 registra una scarsa discussione “sul trattamento economico del personale del Municipio”, quasi non vi fossero altri argomenti importanti da discutere. Da questo giorno, che coincide col più importante periodo politico del secolo, nessuna notizia è riportata nei registri comunali e dovrà passare un mese prima che il Segretario Dott. Aldo Pasini elenchi i componenti della nuova Giunta provvisoria designata dal Comitato di Liberazione Nazionale: Michele Grasselli Sindaco, Benedetto Fontanesi, Giovanni Salati, Giuseppe Salati, Ideo Barbieri e Oreste Ghidoni assessori. Questi signori sono incaricati di reggere il Governo Provvisorio e preparare nuove elezioni dando così origine a un lungo elenco di amministratori che giunge fino ai nostri giorni.