Chiese

Chiesa di Albinea:

Antica Pieve intitolata alla Natività della B.V. e a S. Prospero

 Chiesa di Albinea

Il colle dove sorge ora la Chiesa era frequentato anticamente dall’uomo. Dopo la caduta dell’Impero romano, di cui troviamo tracce nel Borgo di Broletto, le invasioni barbariche costringono gli abitanti ad arroccarsi sui colli attorno alle pievi sorte dopo la lenta diffusione del Cristianesimo. Il primo documento che annovera la nostra Pieve tra le altre esistenti nella diocesi è del 980.

Chiesa di Albinea 1

Da questo momento iniziano le donazioni e gli accorpamenti di proprietà che formeranno il patrimonio della Diocesi. Dopo la ricostruzione del Castello, nel 1244 il Vescovo Guglielmo Fogliani stabilisce qui la sua residenza abbandonando Reggio a seguito di contrasti coi nemici ghibellini. Probabilmente l’antica pieve e corte come è scritto nella pergamena, era dentro le mura del vecchio  forte preesistente. La Chiesa è dedicata a S. Maria e S. Prospero come risulta da una pergamena del 1170 del Monastero di S. Prospero di Reggio. Da allora l’edificio subì rifacimenti e distruzioni fino all’immagine che ammiriamo ora dovuta agli ultimi interventi del 1671 e 1737. Anche il campanile fù distrutto dal terremoto del 1832 e ricostruito dall’Arciprete Giafferri. Nei primi anni del cinquecento esisteva già un’immagine devozionale molto amata dalla popolazione a tal punto che indusse l’Arciprete Giovanni Guidotti a commissionare ad Antonio Allegri, giovane pittore in Correggio un quadro più grande per una maggior venerazione del popolo.

Chiesa di Albinea particolare

L’immagine, fra l’esultanza degli albinetani viene collocata sull’altare il 20 luglio 1520. Da allora inizia la vita tumultuosa di questa opera di cui oggi a noi restano solo due eccellentissime copie. La Chiesa conserva, oltre all’altare con sculture di Carmela Adani e due statue lignee cinquecentesche raffiguranti S. Biagio e S. Prospero, altre opere importanti negli altari laterali come La Madonna del Rosario, un S. Michele Arcangelo di Lorenzo Franchi (XVII sec.), S. Antonio da Padova di Francesco Villani (1757), S. Antonio Abate di Paolo Emilio Besenzi (XVII sec.), una Madonna della Ghiara di Gabriele Lippi (1598).

 

Fola -  Nuova Parrocchiale intitolata a S. Gaetano da Thiene

Chiesa fola 1

Nel 1973 viene inaugurata la nuova Chiesa dedicata a S. Gaetano da Thiene. Voluta da Don Alberto Ugoletti e realizzata da Don Giuseppe Bassissi, questa chiesa sopperiva al desiderio degli abitanti di Fola, allargatasi nel tempo e diventata Albinea, di portarsi con più comodità alla messa domenicale e alle altre celebrazioni di culto. Gli abitanti della Fola dovevano infatti recarsi o alle chiese di Montericco e Albinea sulla collina, o agli oratori dell’Asilo, del Colombarone o del Seminario. Il progetto dell’Arch. Enea Manfredini è ad una sola aula con una piccola cappella laterale.

Nel coro della Chiesa spicca un’importante scultura in ferro saldato, traforato e smaltato a vivi colori, che rappresenta la Pesca Miracolosa.

Chiesa fola 2

E’ un’opera singolare di Padre Giovanni Poggeschi, Gesuita e artista bolognese del primo novecento che si ispira nelle sue opere agli artisti contemporanei con pennellate sicure e colori forti. Quando quest’opera è stata collocata dietro l’altare, nel 1973, ha sorpreso non pochi albinetani, sbalorditi da questa novità e modernità di rappresentazione, lontana dalle tradizionali classiche tele delle nostre antiche parrocchie. L’area parrocchiale, oltre all’oratorio, ospita impianti sportivi, un teatro dedicato a Giulia Marmotti, il centro di accoglienza Casa Betania e il Centro Diurno per Anziani Casa Cervi del quale è progettato l’ampliamento in accordo con l’Amministrazione Comunale di Albinea.

 

Santuario di Montericco:

Consacrato alla Beata Vergine di Lourdes

Santuario di Montericco 1

Nei primi decenni del 1800 il Prevosto Grossi, considerando l’aumento della popolazione che contava già 1800 anime, e l’insufficienza della scomoda e piccola Chiesa dell’Oliveto propose ai parrocchiani l’esigenza e il desiderio di progettarne una nuova. Ma la raccolta di fondi, nonostante il beneficio parrocchiale fosse ricco, rimase una speranza. Alla sua morte nel 1854 il progetto venne accantonato anche per le sopraggiunte lotte politiche per l’Indipendenza (1859-1866). Il successore Don Domenico Castellini, prete montanaro e pioniere del movimento cattolico reggiano, resse la Parrocchia dal 1868 al 1914 e continuò il progetto affiancato dal Conte Gaetano Castellani Tarabini, proprietario della omonima villa oggi conosciuta come Parco Fola. Dotato di una forte fede religiosa e di una facoltosa proprietà, nonché volontario barelliere e accompagnatore di ammalati a Lourdes, il Tarabini si impegnò ad affiancare Don Castellini nell’impresa. Sul colle di Bazzano, come si chiamava allora, esisteva un antico Oratorio dedicato a S. Martino e  in condizioni di quasi abbandono L’incarico del progetto fu affidato  all’Ing. Carlo Barbieri di Modena con la specifica richiesta di costruire un Santuario Lourdiano come la prima basilica di Massabielle dove avvenne il miracolo. La prima pietra fu posta nel 1896 e la costruzione dell’edificio proseguì fino al 1898 quando il Conte Tarabini morì all’età di 59 anni. Pochi giorni prima era giunto alla stazione ferroviaria di Reggio da Carrara l’altare, disegnato dallo stesso Barbieri e realizzato dal Prof. Giuseppe Garibaldi. Gli 80 quintali di marmo bianco furono trasportati a Montericco con sei carri tirati ciascuno da quattro buoi.

Santuario di Montericco 2

Anche la statua della Madonna inserita nella grotta fu acquistata a Lourdes dal Tarabini. La Chiesa fu consacrata il 23 aprile 1899 alla presenza del Vescovo di Reggio, Mons. Vincenzo Manicardi, di tante autorità tra le quali anche la Contessa Lucia  Messina vedova Tarabini. E’ la prima  chiesa in Italia dedicata alla Madonna di Lourdes. Il Campanile venne venne aggiunto nel 1910. Alla morte del parroco nel 1914 il Santuario passò alla gestione del nipote Don Taddeo Castellini per altri cinquant’anni.

 

Santa Maria dell’Oliveto:

Antica Parrocchiale di Montericco

S Maria Dell oliveto 1

Pissignano è il nome dell’antica località che oggi conosciamo come S. Maria dell’Oliveto, un tempo appartenuta al Monastero di S. Prospero di Reggio Emilia. In alcuni documenti la Chiesa è detta anche S. Maria di  Monte Oliveto. Questo monte, un tempo ricco di viti e di ulivi forniva ai monaci l’olio che serviva alle lampade delle chiese reggiane. Questa fecondità e abbondanza potrebbe essere stato di suggerimento per la definizione in seguito del toponimo di Montericco. Troviamo un primo documento nell’anno 963 quando l’Imperatore Enrico II di Germania conferma ai monaci “mansos duos cum oliveto et Capellam S. Maria de Olivetocum suis pertinensis 4 mansos in Albinea”. Il primo Rettore di cui si ha notizia in una pergamena del Monastero di S. Prospero è un certo “Rolandinus Presbiter de Uliveto” nel 1239. Dal 1506 al 1512 Ludovico Ariosto è nominato Chierico Rettore di S. Maria de Oliveto con bolla del Papa Giulio II. Il Celebre autore dell’Orlando Furioso, che aveva vissuto parte della sua gioventù a Montejatico di Albinea nella casa della madre   Daria Malaguzzi Valeri, non era un religioso ma godeva dei benefici che il cardinale Ippolito d’Este gli aveva concesso per mantenere la sua numerosa famiglia dopo la morte del padre. La Chiesa è stata la antica parrocchiale di Montericco fino al 1900 quando fu costruita la nuova dedicata alla B.V. di Lourdes. All’interno, nelle varie cappelle sono custoditi numerosi quadri, nonostante alcuni furti ne abbiano compromesso il numero, e importanti paliotti d’altare in scagliola colorata. Nella volta dell’abside è un grande affresco seicentesco della scuola reggiana del Vercellesi.

S. Maria dell'Oliveto 2

Nella Cappella del Rosario è conservato un’importante dipinto del bolognese Leonello Spada che lavorò contemporaneamente anche alla cupola della Basilica della Ghiara a Reggio. Oggi la Chiesa fa parte del complesso dell’Hospice  denominato “ Casa Madonna dell’Oliveto.

 

Chiesa di Borzano:

Parrochiale dedicata alla Beata Vergine Maria

Chiesa di Borzano 1

A seguito della controversia del trasferimento della Chiesa di S. Giovanni in Castello  (vedi S. Giovanni),  nel 1570 i borzanesi ottengono la licenza di ampliare il vecchio Oratorio della Lodola e iniziano i lavori. Otto anni dopo troviamo scritto nel libro dei matrimoni che le prime nozze sono avvenute l’8 settembre 1578 “ in ecclesia S. Maria de Lodula noviter fabbricata”. In occasione della Visita Pastorale del Card. Rinaldo d’Este, Vescovo di Reggio, nel 1652 così viene scritto “ la Chiesa di Borzano di stile dorico, è in forma di croce greca a volta e con la cupola che sarà singolare in montagna”.

Chiesa di Borzano 2

La Chiesa fu terminata ma la cupola restò nel progetto fino a quando Mons. Strozzi nel 1926 ne curò la costruzione su progetto dell’Ing. Ettore Borghi, abbellendo di decorazioni l’interno per mano di Nicodemo Tarabusi di Scandiano. L’altare maggiore venne costruito nel 1778 e durò finchè l’Arciprete Rossi lo sostituì con altare in legno acquistato dalla soppressa Chiesa della Concezione in Reggio e fatto bellamente indorare. Nel 1838 venne rifatta la facciata, allargando la Chiesa e aggiungendo alle cappelle esistenti di S. Luigi e della B.V. del Rosario anche due nuovi altari, del Crocifisso e di S. Sebastiano. Nelle note redatte dal canonico Saccani nel 1926 si parla anche di un importante sottoquadro, all’altare della Madonna, dipinto da Alfonso Chierici e rappresentante l’Addolorata, donato alla Chiesa da Giovanni Spadoni nipote dell’Arciprete, di cui però si sono perse le tracce.

 

Chiesa di San Giovanni al Castello:

Antica Parrocchiale di Borzano

San Giovanni al castello 2

Sulla rupe di gesso conosciuta oggi come Castello di Borzano possiamo ipotizzare un’antica forma devozionale, prima pagana poi cristiana dovuta alla presenza dell’uomo, circa quattromila anni fa, di cui si ha traccia nell’Età del Rame nella sottostante Tana della Mussina. Le vicissitudini che hanno accompagnato la vita nei primi duemila anni possono portare a storie fantastiche e a riti sacrificali su questa rupe nella valle del Rio Lodola. Notizie più certe le possiamo avere dalle tracce di insediamenti romani scoperte recentemente nei campi sottostanti. Per avere però la certezza di  una documentazione scritta su quelle terre dovranno passare altri mille anni al tempo di Bonifacio Canossa, padre di Matilde che ne risulta proprietario nella prima metà dell’XI secolo. Quando sia stato costruito esattamente il Castello e la Chiesa non e dato sapere, sappiamo però che nel 1229 sono indicati i nomi dei primi due preti, Borello e Burchio da Borzano,  rappresentanti della Chiesa in diverse controversie. Nel 1256 il primo rettore è Ugo da Borzano e porta anche il titolo di “amministratore della chiesa di S.Giovanni”. Per tre secoli si conoscono i vari preti tra i quali alcuni della famiglia dei Conti Manfredi feudatari del Castello. Nel 1575 il Vescovo Lucatello concede il permesso di trasferire la chiesa più a valle, nell’antico Oratorio della Lodola, in seguito alla protesta degli abitanti che la ritenevano troppo scomoda specialmente nella stagione invernale. Questo declino di S. Giovanni del Castello è ben descritto negli atti di un processo del 1597 che interessò la popolazione borzanese e ne stabilì il trasferimento del titolo di Pieve dalla Chiesa di S. Giovanni al nuovo Oratorio  di S. Maria della Lodola. Per mantenere la proprietà e non abbandonare del tutto l’antica chiesa si decretò di dirvi messa la domenica di Pasqua e di celebrare solennemente la ricorrenza di S. Giovanni il 24 giugno di ogni anno.

San Giovanni al Castello 1

Nell’antica chiesetta era probabilmente un bel dipinto anonimo di S. Giovannino, oggi custodito gelosamente nella nuova Chiesa di S. Maria.

 

Cappella dell’ex Seminario Urbano:

Cappella ex seminario 1

La Cappella fa parte di un enorme complesso costruito nel 1857 per iniziativa del Vescovo Raffaelli, in località Cà Rossa, dove sorgeva un antico oratorio dedicato a S. Anna. Fu sede del Seminario Vescovile Diocesano fino all’anno 1954, quando venne costruito il nuovo Seminario di Reggio. Per quasi un secolo è stata un’importante scuola cattolica, assieme al Seminario di Marola, che ha formato diverse generazioni di prelati del Presbiterio reggiano come don Bonacini, don Dino Torreggiani, don Garimberti, don Orlandini, don Pasquino Borghi, Mons. Razzoli, don Simonelli, Mons. Cavandoli, don Spadoni e don Serio Pignedoli che, lasciata Albinea nel 1937 per Milano  iniziò la sua brillante carriera che lo portò Cardinale. La struttura ospitava fino a centocinquanta seminaristi attorno al quale ruotava tutto il mondo cattolico albinetano che assisteva alla messa e ai vespri domenicali quando ancora la Chiesa di S. Gaetano non esisteva. Dopo l’abbandono del Seminario nel 1954 la struttura venne adattata e inaugurata il 16 maggio 1970 come Ospedale Geriatrico “Giovanni XXIII” ed ora è sede della Residenza Sanitaria Riabilitativa.

Cappella ex seminario 2

L’interno della chiesetta conserva nel soffitto un’importante tempera di Anselmo Govi artista reggiano, raffigurante l’apparizione della vergine a S. Gaetano, bisognoso di restauro in quanto annerito dal fumo di un incendio. Nell’atrio dell’ingresso principale era anche un importante affresco con figure allegoriche dipinto nel 1927 dal Prof. Mons. Gastone Razzoli.

 

 

Cappella di Villa Tarabini:

Ex Parco Fola

Cappella Villa Tarabini 1

La cappella fa parte dell’antica villa che fu dei Gesuiti, restaurata nel 1627 come ricorda una lastra in marmo murata nel pavimento del terrazzo sul lato nord. Ristrutturata nel 1840 era dedicata inizialmente a S. Vincenzo Ferreri poi nel 1881 alla Sacra Famiglia di cui rimane questa tela firmata dal pittore “ F. Tarabini 1863”.

Cappella Villa Tarabini 2

Vari proprietari si susseguirono nel tempo: Viganò, Tarabini, Messina, Bentivoglio, Massari, Scaruffi. L’Oratorio, ora sconsacrato, era molto frequentato alla domenica dagli abitanti quando ancora non esisteva la Chiesa di S. Gaetano. Recentemente il Comune ha acquistato la villa, ma l’oratorio è rimasto fuori dalla proprietà. 

 

Cappella di Villa Giorgia:

Ex Villa Tacoli

Antico Oratorio del Muto o di S. Rocco già esistente nel 1603 come scritto in alcuni inventari parrocchiali di Montericco. La funzione era prettamente privata al servizio delle antiche famiglie proprietarie della villa come i Malaguzzi, poi i Conti Manfredi che lo vendettero ai Gesuiti. Nell’Ottocento la proprietà è dei Marchesi Taccoli la cui figlia Marchesina Pia sposa sul finire del secolo il Generale di Brigata Antonio Cascino, medaglia d’oro della prima guerra mondiale ferito a morte nel 1917.

 

Oratorio di S. Geminiano a Montericco:

Oratorio San Geminiano Montericco 1

S. Geminiano, ora proprietà privata, era anticamente detta Vergnano, e segue la stessa storia della vicina S. Maria dell’Oliveto legata al Monastero di S. Prospero. Nel 1073 “Vergnanum cum Curte et Castello et duabus Capellis…” con “Querciolam” ed “Albineam “ è uno dei posti strategici che il Vescovo di Reggio riesce a conservare quando sorge all’orizzonte Bonifacio Canossa, avido di dominio nelle terre attorno a casa sua.

Oratorio San Geminiano Montericco 2

All’interno dell’Oratorio, restaurato dalla famiglia Violi, è una copia fotografica del quadro rubato nella Chiesa dell’Oliveto che rappresenta la Madonna con S. Geminiano, S. Vincenzo e S. Sebastiano.

Oratorio di San Giacomo:

Il Plebanato di Fogliano comprendeva anticamente oltre alle Cappelle di Fellegara, Gavasseto, Sabbione, Pratissolo e Jano, anche la Chiesa di S. Giacomo delle Caselle (ora Noce, frazione di Borzano). Dal 1437 la Pieve di Fogliano perdette il suo potere e venne unita alla Chiesa di Borzano. All’interno del vecchio Oratorio era un importante affresco del 1582 raffigurante  S. Giacomo andato distrutto con la demolizione. L’Oratorio è stato poi ricostruito in forma moderna negli anni ’70.

Cappelletta Guidetti a Montericco:

Cappelletta Guidetti

Sorge sulla strada che porta al Castello di Montericco un tempo di proprietà della famiglia Guidetti, ricchi possidenti del luogo. Dal 1920 al 1922 il Prof . Rainero Guidetti fu anche sindaco socialista di Albinea.