Castello di Albinea

La prima fortificazione del colle di Albinea avviene nel X secolo, quando i vescovi di Reggio decidono di proteggere, dopo le scorrerie degli Unni i loro possedimenti (..Curtem de Albinea cum plebe).
Ai tempi delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, il vescovo Fogliani, scacciato da Reggio si rifugia nel Castello di Albinea e lo ricostruisce interamente come attesta una lapide del 1277. E’ probabile che in questo periodo la pieve venisse trasferita più in basso, fuori dalle mura.
Distrutto e ricostruito più volte nel corso del XIV secolo in seguito alle lotte per la conquista della città, nel 1412 il castello viene infeudato ai Manfredi, potente famiglia un tempo al servizio dei da Canossa, che già detenevano Borzano, Montericco e Mucciatella. Gli Estensi, estintasi la famiglia Manfredi, nel 1738 lo investono ai marchesi Frosini che lo detennero sino alla fine del XIX secolo. Trasformato nei corso dei secoli in comoda residenza di campagna, il castello conserva ancora una torre duecentesca addossata alle mura ad ovest, con i piombatoi, ferritoie e merlatura guelfa coperta da tetto.
A settentrione è ancora visibile l’antico accesso fortificato mentre ai vertici meridionali del recinto murario sono poste due torri cilindriche dette una dei Manfredi e l’altra dei Fogliani, che rappresentano quanto rimane dei quattro baluardi costruiti nel 1558 per fronteggiare l’attacco dell’esercito di Ottavio Farnese alleato degli spagnoli. Oltre al corpo principale con pianta ad “U”, il complesso è stato abbellito dai Frosini nel XIX secolo, di uno splendido mastio d’ingresso con ponte levatoio.
Castello di Borzano


Quello che resta oggi del castello di Borzano non può certamente darci un’idea di quello che fu uno dei più imponenti e importanti castelli del reggiano. Culla della famiglia Manfredi, di origine Longobarda, vassali dei da Canossa, giocò un ruolo importante nella storia di Reggio e diede origine alle più importanti casate gentilizie emiliane. Non è possibile stabilire con esattezza la nascita della primitiva fortificazione. E’ tuttavia probabile che esistesse già nel X secolo. Da un documento datato 1070 si evince che Bonifacio di Canossa, morto nel 1052, possedeva la corte di Borzano ed è logico supporre che sia stato proprio Bonifacio a insediare o riconfermare i Manfredi, suoi fedelissimi, nella rocca di borzano. Infatti, nel 1132, un Alberto Manfredi è chiamato “Alberto da Borzano”. Nel secolo XII viene mensionata, entro le mura del castello, l’esistenza di una piccola chiesa dedicata a S. Giovanni Battista, che resterà, sino al 1575, la parrocchiale di Borzano. Nel 1350 il castello viene raso al suolo dai Gonzaga in seguito alle lotte per la conquista di Reggio che vedevano i Manfredi alleati con gli Estensi. A metà del quattrocento Taddeo Manfredi riedifica il castello e a questo periodo sono riferibili i resti del palazzo oggi visibile. Dopo l’estinzione della famiglia il complesso viene abbandonato e successivamente trasformato in abitazione rurale e in parte trasformato in stalla e fienile.
Negli ultimi trent’anni intense ricerche archeologica hanno portato alla luce importanti testimonianze della vita svoltasi sulla rupe gessosa dalla preistoria sino al tardo rinascimento. Nell’area sottostante l’abside della chiesetta una vasta necropoli costituita da tombe antropomorfe scavate nella roccia gessosa, documenta l’inumazione di genti a partire dal XIII secolo. Nel punto più alto della rupe sono stati messi in luce i resti dell’alta torre probabilmente già appartenuta all’epoca matildica. Le recenti campagne di scavo hanno restituito oggetti e reperti ceramici di notevole interessi visibili presso il Centro di Educazione Ambientale di Borzano.
Tutta l’area è visibile anche con visite guidate.
Castello di Montericco


La data di costruzione del castello è ancora incerta. Probabilmente la sua prima edificazione risale al X secolo quando i vescovi di Reggio decidono di fortificare i loro possedimenti in quella zona. Nel 1243 alcune notizie lo danno tra le proprietà dei Fogliani ma nel 1343 è citato tra i possedimenti che Guido di Giovanni Manfredi offre al Marchese Nicolò III d’Este in segno di omaggio e sottomissione. In seguito alla divisione dei beni appartenenti alla famiglia Manfredi, nel 1472 con la cessione del castello ad Azzo, inizia la stirpe dei Conti di Montericco. Il complesso, in seguito trasformato dai vari proprietari in residenza di campagna, conserva una torre merlata. L’ampia sala soffittata a cassettoni racchiude un monumentale camino con cappa in scagliola ornata da stemmi e una botola ferrata comunicante con i sotterranei anticamente adibiti a prigioni.
Castello de Il Più Bello
